Un po’ di news, rumors and freetest… uno!

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Il numero di settembre/OTTOBRE, appena uscito è così pieno di “roba”, che non è stato possibile pubblicare un sacco di materiale, per mancanza di spazio. Dato che molte sono news o test che non avrebbe senso pubblicare sul prossimo numero di novembre… abbiamo deciso che ve le proporremo, per questa settimana,  un paio al giorno (… che tolgono il medico di torno!) qui dal nostro sito!

Matteo Iachino vince a Pomonte la tappa dell’Italian Slalom Tour
Il 17-18 luglio si è disputata a Pomonte, Isola d’Elba la seconda tappa dell’Italian Slalom Tour. Piccolo paese situato nella baia a sud della più famosa Chiessi, è noto tra gli elbani per la sua termica estiva molto frequente e consistente. Purtroppo il sabato non si sono potute disputare prove a causa della mancanza di vento sufficiente ma domenica finalmente il termico è arrivato e si sono conclusi tre tabelloni.La battaglia è stata tra l’elbano Malte Reuscher e il ligure Matteo Iachino fin dalla prima prova, e ad avere la meglio è stato Matteo con due primi su tre, motorizzato come l’anno scorso da Gaasra, JP con Oberalp e AL-360, materiali con cui sembra trovarsi sempre meglio. Al secondo posto Malte (Point-7 e RRD) e terzo Andrea Ferin (Challenger, RRD). Il contesto è stato piacevole grazie al paesaggio suggestivo e alla cena ben organizzata di sabato sera a base di pesce. Unica pecca è stata lo spazio troppo ristretto per il parcheggio e la preparazione dei materiali per entrare in mare. Essendo stata la prima prova valida dell’Italian Slalom Tour  al momento la classifica è la stessa di questa competizione.
Si vedrà a Noli a metà ottobre e a Calambrone, altre tappe del tour, chi avrà la meglio.

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Test S-type 7.8 2010 by Cassik.
Come sapete, era da un po’ di tempo che speravo di mettere le mani su una North S-Type per confrontarla con la mia North X-Type 7.8 che in 2 versioni (2007 prima e 2009 poi) stavo usando da 3 anni. Essendo passato quest’anno ad una tavola slalom (Fanatic Falcon 122 2010) era naturale strizzare un occhio ad una vela più race-oriented della mia vecchia 7 stecche no-cam. E la mia curiosità era aumentata dopo aver letto le considerazioni fatte da Smink sulle vele camberate, proprio nel test della Xtype 7.8 2010. White Reef però aveva esaurito la S-Type 7.8. Non mi sono dato per vinto e alla fine ho risolto grazie all’amico Thomas di Maximum Surf (www.maximum-surf.de) che mi ha fatto avere una bella fiammante S-Type 7.8 2010 proprio nei colori Slowriders (Giallo-Nero). Appena avuto la sacca in mano ho fatto subito il confronto del peso con la mia Xtype e non mi è sembrato che i camber incidessero particolarmente. In fondo si tratta di due vele gemelle (7 stecche) e il peso nominale dei 3 camber non credo che superi i 2-3 etti. Srotolandola si ha subito la solita ottima sensazione (comune alle North Sails) di una vela molto ben curata dal punto di vista della robustezza (non mancano le zone tramate e rinforzate), delle finiture e del look generale. La 7.8 ha 495 di albero e si arma con un 460 (platinum o gold - io ho optato per quest’ultimo). Il boma, grazie al taglio in bugna aggiunto nel 2009, resta limitato a 217 (il range varia da 214 a 217 in base all’altezza del boma). Grazie alla mia prolunga North XTR 42 (quella col cricchetto più lungo) armala è un gioco da ragazzi, facendo subito svanire il mito che vuole le vele con i camber difficili da armare. Si inserisce l’albero sui camber, si cazza dal caricabasso lasciando 7-8 cm, si cazza completamente di bugna e a quel punto i camber entrano nella loro sede attorno all’albero senza la minima fatica. Veloce trim di caricabasso e bigna e siamo pronti. La S-Type, come detto, presenta 3 camber, ma quello più alto può essere tolto o mantenuto a seconda se si vuole dare più enfasi alle performance o alla maneggevolezza. Personalmente l’ho lasciato inserito, perchè sullo slalom mi interessano principalmente le performance. Il profilo a terra è bello pieno e viene subito la voglia di metterla in acqua per testarne la potenza. Detto fatto. Nelle condizioni limite, la pompata, malgrado la minore maneggevolezza è più efficace rispetto ad una no-cam e la planata è immediata. In condizioni di vento sostenuto le differenze con la gemella no-cam sono ancora più evidenti. La vela è molto più stabile sotto raffica, la tavola sta più composta sull’acqua e quindi l’intero assetto ne guadagna. Si riesce a tenere molto ben chiusa sulla tavola e il tutto si traduce in performance medie maggiori. I camber girano docilmente da soli in strambata e non è mai stato (in 6 uscite) necessario dare degli strattoni per farli ruotare a seguito di una normale virata, oltre al normale movimento di chiusura della vela. Il recupero dall’acqua è un minimo più faticoso ma comunque più semplice di una full-slalom per via della sua tasca d’albero notevolmente più stretta. Insomma una vela che può fare al caso vostro se siete dei freerider/freeracer interessati alle performance, in abbinamento a tavole freeslalom o slalom. Il prezzo non è bassissimo in termini assoluti ma è comunque in linea con i modelli della concorrenza.

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